SHAR PEI

Non solo plissé

Standard

Codice FCI 309, Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer-Molossoidi e Cani Bovari Svizzeri, Sezione 2A

Vita Media

9-11 anni

Peso

Femmina / Non previsto dallo standard

Maschio / Non previsto dallo standard

Altezza

Femmina 44-51 cm al garrese

Maschio 44-51 cm al garrese

Colori

Tutti i colori escluso il bianco

Pelo

Corto,duro, irto, senza sottopelo

 

Cenni storici

La razza Shar pei proviene dalla Cina, probabilmente dalla provincia di Guandong, che si affaccia sul mar Cinese meridionale.

 

Le sue origini vanno però ricercate nell’altopiano del Tibet, dal quale provenivano quei molossoidi giunti nella Cina meridionale 2000 anni prima di Cristo.

Sono proprio questi esemplari ad essere considerati i progenitori della razza.

 

Ritroviamo le prime vere testimonianze della sua esistenza in dipinti e statuette di terracotta risalenti al regno della dinastia Han (206 a.C-220 d.C.).

 

Balzato agli onori delle cronache nella veste di “cane-guerriero“, era prima ancora una sorta di “tuttofare” dei contadini cinesi.

Solo in un secondo momento fu invece impiegato in quei combattimenti fra cani tanto cari agli orientali.

Grazie alla sua pelle forte ed abbondante, al suo coraggio ed alla sua temerarietà era il protagonista assoluto di questa discutibile pratica.

 

Successivamente, quando era la dinastia Ming a governare il Paese (1300-1600), la razza rischiò l’estinzione.

Le guerre imperversavano e il dilagare delle carestie portarono lo Shar pei ad essere considerato, come tutti gli altri animali, fonte di sostentamento per la popolazione ridotta alla fame.

La vera ecatombe, però, si verificò durante il regime di Mao Tze Tung.

Fu allora che vennero impose tasse esorbitanti ai possessori di animali domestici, considerati come “beni di lusso”.

Il comunismo arrivò a ritenere gli animali da compagnia un’inutile spreco di risorse alimentari e, in pratica, ne impose il consumo per far fronte alla fame che colpiva la popolazione. 

 

Negli anni 50 del XX secolo la razza arrivò sull’orlo del baratro e nei successivi anni 60 ne rimanevano davvero pochissimi esemplari!

Fu allora che un’appassionato estimatore cinese, Matgo Law, prese in mano le sorti del’ormai rarissimo Shar pei.

Scrisse un articolo, una sorta di appello, alla rivista americana “Dogs”, che lo dava già per estinto.

Di lì, grazie all’intervento dei cinofili statunitensi e di un altro appassionato di Hong Kong, Chung Ching Ming, partì una meticolosa selezione che immise nuova linfa nella razza.

Il suo destino venne fortunatamente riscritto…

 

Nel 1974 gli Shar pei entrarono incredibilmente nel Guinness dei primati in qualità di cani più costosi e rari del mondo…ne esistevano solo 45 esemplari!

Verso la fine degli anni 70 questi cani splendidi e dai trascorsi memorabili ma tribolati, arrivarono finalmente anche in Europa dove trovarono ampia diffusione. 

 

Caratteristiche fisiche e comportamento

Lo Shar pei è un cane di taglia media dall’aspetto davvero unico.

 

Si presenta compatto, dal rene corto e con pelle abbondante, speciamente nel cucciolo.

In particolare, sul cranio ed al garrese, presenta quelle rughe che tanto lo hanno reso famoso.

Una proporzione importante è l’altezza.

Dovrebbe equivalere alla lunghezza del corpo dalla spalla alla natica, soprattutto nei maschi, che sono sempre più grandi e possenti delle femmine.

La testa si presenta piuttosto grande rispetto al corpo e porta un cranio largo e piatto abbondantemente ricoperto da rughe.

Il muso, che ricorda quello dell’ippopotamo, rimane largo dall’inizio alla fine e nella zona della bocca appare molto spesso.

Anche il tartufo è molto ampio e preferibilmente nero ma altri colori vengono accettati purché conformi alle tonalità del mantello.

Le sue mascelle, forti e poderose devono presentare una perfetta chiusura a forbice.

Come il connazionale Chow chow, anche lo Shar pei ha la lingua nero-blu.

Secondo antiche leggende orientali serviva a scacciare gli spiriti maligni…

Gli occhi che sono a forma di mandorla, scuri tranne nei soggetti con manto diluito per i quali viene accettato anche l’iride chiaro.

Purtroppo, talvolta, la zona oculare viene interessata dall’entropion.

Si tratta del rovesciamento all’interno del margine palpebrale, causato da un localizzato eccesso di pelle.

La conformazione delle orecchie gli deve essere tornata molto utile in quei combattimenti nei quali era protagonista.

Sono molto piccole, triangolari, con le estremità leggermente arrotondate e ripiegate verso gli occhi.

Sono attaccate alte ed avanzate sulla testa, ben aderenti al cranio e piuttosto spesse.

Il collo è robusto e ben piazzato nelle spalle.

Il corpo, solido e definito, nei soggetti adulti non deve presentare eccessi di pelle e pieghe se non al garrese.

Rotonda e spessa alla radice, la coda è attaccata molto alta e può essere portata incurvata, arrotolata in un riccio oppure ricurva su un lato del dorso. 

 

In famiglia lo Shar pei sa essere davvero affettuoso e gentile ma la sua indole di dominatore sconsiglia di lasciarlo troppo a briglia sciolta.

Coerenza e fermezza sono doti indispensabili per essere dei buoni possessori di questo cane dotato di eccellenti doti d’apprendimento se educato in modo corretto fin da cucciolo.

 

E’ buono e tranquillo ma, come in altre razze orientali, la sua voglia d‘indipendenza tende spesso ad affiorare e dunque è necessario stabilire con lui un rapporto di reciproco rispetto.

 

E’ cortese con i bambini, tant’è che da taluni è paragonato al Boxer.

Si presta volentieri a lunghe corse e giochi con loro e se poi ne viene infastidito, non fa altro che andarsene, un po’ scocciato ma mai aggressivo.

 

Con i suoi simili è generalmente pacifico ma, nel caso venga attaccato, la sua indole guerriera emergerà impetuosa e saprà dimostrarsi un temibilissimo avversario.

Con gli estranei è diffidente e guardingo nel proprio territorio, e questo contribuisce a fare di lui un eccezionale cane da guardia, mentre in “campo neutro” dimostra indifferenza, quasi superiorità.

 

Per i suoi umani sarebbe disposto a tutto in cambio solo della loro compagnia della quale non può proprio fare a meno, se non per brevissimi periodi.

Lo Shar pei riesce ad adattarsi perfettamente ai ritmi della famiglia di cui entra a far parte…se ci si attiva lui è subito pronto ma, se si “spengono le luci”, sa eclissarsi in men che non si dica nel suo angolo di casa!

A tal proposito bisogna calcolare molto bene il posizionamento della sua cuccia fra le mura domestiche: quando dorme non è per nulla silenzioso…anzi, russa come pochi sanno fare!

 

E’ un perfetto compagno di vita che sa entrare in simbiosi con il proprietario. 

Poco importa se vive in appartamento o in campagna, se lo porta a fare lunghe passeggiate in montagna o sfilate al trotto fra i negozi del centro-città…lui sarà comunque felice, purché al suo fianco!!!