COTON DE TULéAR

Allegro ed energico batuffolo bianco

Standard

Codice FCI 283, Gruppo 9 Cani da compagnia, Sezione 1A

Vita Media

14-16 anni

Peso

Femmina 3,5-5 kg

Maschio 4-6 kg

Altezza

Femmina 23-25 cm (tolleranza 2 cm in più / 1 cm in meno)

Maschio 26-28 cm (tolleranza 2 cm in più / 1 cm in meno)

Colori

Bianco colore base. Ammesse sugli orecchi leggere sfumature grigio chiaro o roano

Pelo

Lungo, abbondante, soffice, leggermente ondulato

Cenni storici

Il Coton de Tuléar deve il proprio nome in parte al soffice e vaporoso mantello, che ricorda appunto la consistenza del cotone, ed in parte al paese d’origine, il Madagascar.

Tuléar è, infatti, il nome del porto dell’omonima città malgascia dove pare abbia avuto inizio la sua storia.

 

Si ritiene che fra i suoi antenati ci siano gli antichi Barbichon (poi Bichon), dai quali avrebbe ereditato la grande passione per l’acqua.

I Bichon giunsero sull’isola africana a bordo delle navi francesi in qualità di cacciatori di topi e si incrociarono poi con cani autoctoni.

Tuttavia sembra che nell’albero genealogico del Coton de Tuléar figurino almeno altre due razze.

Il Bedlington Terrier -al quale si deve la forma del dorso lievemente convessa- ed il Papillon, dal quale invece si sarebbero ereditate le macchie che occasionalmente compaiono sul suo manto candido.

Partendo dagli stessi antenati si diffuse all’epoca anche un altro Coton che prese il nome della propria isola natale: si trattava del Coton de la Réunion, purtroppo estinto ormai da tempo.

 

Per secoli la razza de Tuléar non varcò i confini del Madagascar riuscendo tuttavia, in epoca coloniale, a farsi apprezzare dalla nobiltà francese che lo accolse nei salotti buoni dell’isola.

In Europa giunse solo nel 1977 e -proprio grazie ai suoi rapporti privilegiati con la ex colonia- il primo paese ad “importarlo” fu la Francia.

 

Oggi, grazie alle sue interessanti ed uniche caratteristiche fisiche e comportamentali, il Coton sta destando un certo interesse fra gli allevatori e gli appassionati anche in Italia.

 

Caratteristiche fisiche e comportamento

Il Coton de Tuléar è un simpatico cane da compagnia, piccolo ma ben costruito.

 

Le proporzioni del corpo, degli arti e della testa appaiono in perfetto equilibrio fra loro e gli conferiscono un aspetto armonioso.

Se osservata dall’alto, la testa è triangolare ed il cranio presenta il profilo superiore convesso.

Il muso è breve, lo stop piuttosto leggero ed il tartufo solitamente nero (anche marrone è tollerato) presenta narici ben aperte.

Gli occhi sono distanziati, tondi, scuri, ed esprimono tutta la sua vivacità. 

Le orecchie, attaccate alte, sono triangolari, cadenti e possono presentare leggere sfumature grigio-chiaro o roano.

E’ un cane “più lungo che alto” che presenta una linea dorsale lievemente convessa.

Il torace è ben sviluppato e la groppa è corta e piuttosto muscolosa.

Il garrese è poco pronunciato e gli arti devono avere una buona ossatura ed essere in perfetto appiombo.

La coda è inserita bassa, grossa alla radice, fine in punta e cadenza alla perfezione il trotto, andatura prediletta dal Coton de Tuléar.  

Il suo “cotonato” manto candido è lungo mediamente 8 cm ed è fine, fitto e può essere leggermente ondulato.

Non è soggetto alla muta, ma necessita di cure ed attenzioni costanti per evitare l‘infeltrimento e la formazione di nodi.

 

Il Coton de Tuléar è un affettuosissimo cane da compagnia ed un divertente compagno di giochi anche per i più piccoli.

Sa essere esuberante e molto buffo tant’è che il suo standard lo definisce “…un po’ pagliaccio…”.

 

E’ vivace e la sua allegria è davvero contagiosa anche se a volte può diventare un po’ egocentrico e turbolento.

Ha un carattere ben definito ed un temperamento forte che a volte lo portano ad essere prepotente con gli altri cani se non ben socializzato.

Necessita dunque di un’educazione chiara, ferma e piuttosto precoce.

Ama l’acqua e nuotare lo diverte moltissimo, allo stesso modo adora la vita all’aria aperta e le lunghe passeggiate.

 

E’ un amico devoto che detesta  la solitudine.

Non sarà dunque il compagno ideale per chi dovrà lasciarlo solo per più di un paio d’ore.