CANE LUPO DI SAARLOOS

Il richiamo della foresta

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Codice FCI 311, Gruppo 1 Cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri), Sezione 1A

Vita Media

12-14 anni

Peso

Femmina / Non previsto dallo standard

Maschio / Non previsto dallo standard

Altezza

Femmina 60-70 cm al garrese

Maschio 65-75 cm al garrese

Colori

Da nero sfumato chiaro fino a scuro carbonato; da bruno sfumato chiaro fino a bruno scuro; da crema molto chiaro a bianco

Pelo

Duro e dritto con differenza accentuata fra manto estivo ed invernale

Cenni storici

Il Cane Lupo di Saarloos (Saarlooswolfhound) è figlio di un epoca nella quale gli “esperimenti” di genetica erano di gran moda ed all’ordine del giorno.

 

Erano gli anni 20 del 1900 quando l’olandese Leendert Saarloos -cuoco di professione ed etologo per diletto– decise di lasciare le cucine per immergersi appieno nella sua vera passione.

Iniziò ad allevare diverse specie animali e trasformò il terreno circostante la sua abitazione in una sorta di “zoo-laboratorio” popolato da lupi, sciacalli, scimmie e leoni.

Il grande interesse per la genetica, unito ad un’innata curiosità ed alle ragguardevoli conoscenze acquisite in materia, lo portarono a sbizzarrirsi in varie sperimentazioni.

Per inquadrare meglio il personaggio ed il periodo storico nel quale si muoveva, si pensi al suo tentativo di ibridare uno Spitz con uno sciacallo!

 

La sua vera ossessione, però, era la creazione di una nuova razza canina che doveva essere il perfetto connubio fra cane e lupo.

 

Saarloos, grande estimatore del Pastore Tedesco, guardava con disprezzo quegli allevatori che -a suo dire- avevano “snaturato” questa nobile razza in nome dei nuovi canoni di bellezza imposti dalle tendenze del momento.

Il suo intento, dunque, era quello di recuperarne il più possibile le caratteristiche naturali allo scopo di rinvigorirne il fisico e renderlo più resistente a stress e malattie.

Bisognava quindi attuare una sorta di “selezione regressiva” mirata ad annullare la decadenza strutturale alla quale si era ridotto il cane.

Il suo ambizioso progetto prese le mosse dall’incrocio del suo Pastore Tedesco maschio Gerard van der Fransenum con la lupa siberiana (o Euro-asiatica) Fleuri concessa dallo zoo di Amsterdam.

Lo scrupoloso programma selettivo produsse esemplari che portavano in corpo un quarto di sangue di lupo e si rivelarono buoni cani-guida per non vedenti.

Saarloos denominò la neonata razza “Cane Lupo Europeo”.

Nel proseguo selettivo, però, la percentuale di sangue di lupo subì un sensibile incremento con risultati diversi rispetto a quelle che erano le originarie intenzioni.

 

La storia di questa razza è la somma di alterne vicende, costellata da picchi di entusiasmo e sonore sconfitte.

Solo la caparbietà del loro “inventore” – e di chi ha raccolto la sfida dopo di lui- ha permesso a questi meravigliosi cani di giungere fino a noi.

L’indole lupina che caratterizza il Saarloos, la sua naturale diffidenza, non lo rendono infatti adatto al lavoro.

Gli sforzi fatti in origine per farne cani guida per non vedenti non hanno portato ai risultati sperati.

Anche il loro utilizzo nelle forze armate, messo alla prova sul fronte durante i conflitti mondiali, si è rivelato un insuccesso.

Negli anni 70 del secolo scorso venne utilizzato nelle operazioni di Protezione Civile in Olanda, anche se va ammesso che esistono razze ben più predisposte ed adatte allo scopo.

 

A testimoniare le grandi difficoltà incontrate e i veri e propri pregiudizi che si sono nel tempo radicati, la razza è stata riconosciuta solo nel 1975.

In Italia il primo esemplare è stato importato nel 1996.

 

Caratteristiche fisiche e comportamento

Il Cane Lupo di Saarloos è -ovviamente- classificato fra i cani di tipo lupoide.

 

Il suo aspetto, movenze comprese, deve immediatamente richiamare quello del suo antenato selvatico: è necessario, insomma, che ricordi inequivocabilmente il lupo!

Le caratteristiche morfologiche ereditate dal Lupo Siberiano (o Euro-Asiatico) sono quelle stesse che -ad un occhio esperto!- permettono di distinguerlo dal “cugino” Cane Lupo Cecoslovacco, discendente invece dal Lupo dei Carpazi.

 

Il cane Lupo di Saarloos presenta una costituzione forte, tonica ed armoniosa.

E’ alto sulle zampe, pur essendo il tronco leggermente più lungo del garrese.

La testa, cuneiforme e sempre proporzionata al corpo, presenta la tipica conformazione lupoide con cranio ampio e piatto, stop poco marcato e canna nasale robusta e piena.

Il muso non deve mai essere appuntito, le mascelle forti ma non grossolane e la dentatura, completa e potente, deve presentare una perfetta chiusura a forbice.

Il tartufo porta narici larghe e forti ed è sempre ben pigmentato: nero o rosso-bruno a seconda delle sfumature del manto.

Gli occhi, mai sporgenti, sono a forma di mandorla, lievemente obliqui e preferibilmente giallo-ambra.

Lo sguardo del Saarloos è sempre vigile, attento e mai spaventato, riservato ma non timoroso.

Ed è proprio questa sua peculiare espressività che riporta e ricorda senza indugio il lupo: un tratto saliente al pari dei più immediati connotati fisici.

Le orecchie, decisamente mobili, sono erette, carnose, ampie alla base e sempre ben provviste di pelo anche al loro interno.

Il collo, asciutto e muscoloso, si innesta armoniosamente sia nella linea dorsale sia nel petto con giogaia minima e mai evidente.

Gli arti, lunghi e dritti, possono apparire gracili confronto al resto del corpo; sono comunque dotati di considerevole muscolatura e la struttura ossea leggera dona grazia ed eleganza.

La coda, attaccata piuttosto bassa, è larga alla radice e sempre ben provvista di pelo: a riposo è portata a sciabola mentre in azione -a scopo intimidatorio- è alta e dritta.

Anche quando è al trotto, sua andatura prediletta, il Cane Lupo di Saarloos porta d’abitudine la coda in posizione elevata. 

Il suo incedere è sciolto e disinvolto e, pur essendo un trottatore instancabile, se provato dalle lunghe distanze percorse può cambiare ritmo e proseguire il suo cammino.

Come nella migliore tradizione lupoide, il pelo invernale è decisamente più folto di quello estivo.

Nella stagione fredda infatti, il sottopelo è predominante ed il pelo di copertura forma una pelliccia vera e propria, abbondante e fluente che copre tutto il corpo e dona al collo una lussureggiante gorgiera.

Le colorazioni ammesse vanno dal sabbia al fulvo chiaro, dallo scuro carbonato (grigio lupo) all’ombreggiato marrone detto anche “marrone foresta” (bos bruin).

Le nuance più chiare degradano invece dal crema al bianco.

 

Il Cane Lupo di Saarloos è un cane vitale, energico, amorevole con il padrone ma non alla portata di tutti!

Fortemente gerarchico, orgoglioso ed indipendente, non è facile da sottomettere ed obbedisce solo di sua propria e libera volontà.

Non gradisce costrizioni e limitazioni ed al guinzaglio può spesso apparire nervoso.

Con gli estranei è riservato, diffidente e quasi schivo.

 

Per approcciarsi ad un Cane Lupo di Saarloos bisognerà armarsi di una buona dose di pazienza e di tanta comprensione.

Non bisogna infatti mai dimenticare che questi diretti discendenti del lupo presentano quell’innata timidezza che li porta a fuggire di fronte alle situazioni di stress.

La necessità di mettersi “in salvo” fa parte del loro istinto di sopravvivenza e la voglia di battere in ritirata prenderà spesso il sopravvento.

Queste peculiarità ne sconsigliano l’utilizzo sia per la guardia che per la difesa proprio perché -di fatto- tende a fuggire l’uomo.

A dire il vero, ogni tipo di classificazione gli va stretta.

Addirittura, c’è chi non condivide per nulla l’inserimento del Cane Lupo di Saarloos nel Gruppo 1 (“Cani da pastore e bovari esclusi bovari svizzeri).

Questo perché non presenta nessuna attitudine che giustifichi la sua presenza fra i cani da pastore: sia la morfologia che il carattere, così simili a quelli del lupo, dovrebbero farlo ritenere un sicuro “nemico” delle greggi!

Dunque qual’è la vera propensione del Lupo di Saarloos? Quali sono le attitudini ed il suo posto nel panorama canino?

Forse, la risposta, sta proprio nel suo essere un cane per “pochi”…

Va goduto, studiato ed appreso…i veri appassionati di etologia avranno di che rallegrarsi!