AIUTO, UN CUCCIOLO!!!

Riuscirò a resistergli?

Lasciata l’auto in parcheggio, sono sempre sceso con una certa circospezione.

Questo all’inizio, almeno.

Il Malinois è, infatti, una razza fantastica fin che si vuole, ma certo non una di quelle da prendere alla leggera.

Sono cani che sembrano vibrare sottopelle persino quando stanno fermi, nevrili, si dice.

Belli fin che si vuole, anzi molto belli per davvero, ma l’aria amichevole quella no, quella proprio non ce l’hanno.

Capirete dunque il perchè della mia circospezione quando mi presentavo dagli amici del centro cinofilo MH.

 

Potete immaginare la mia sorpresa quella volta che al mio arrivo vidi schizzare fuori dal portone un Border Collie!

E i malinois, mi chiesi allora?

I Malinois li tengono per il Mondioring e per la Ricerca Cinofilo Sportiva; i Border Collie li allevano per lavorarci, ad esempio con le pecore.

Ci sarebbero anche gli Hovawart, ma questa è un’altra storia.

 

Border Collie, dunque.

Femmina, per la precisione.

E che da lì a poco sarebbe diventata mamma.

Mi accucciai -sotto l’occhio attento di Elena, l’allevatrice- e la cagnolina mi si avvicinò in cerca di coccole.

E fin qui tutto bene.

Fu la volta dopo, che andò diversamente.

Scesi dall’auto dimenticando la consueta precauzione.

Avevo capito che i Malin – ormai li chiamo Malin, son di casa- non li lasciano gironzolare liberamente, non sono mica pazzi, quelli dell’MH e venni letteralmente inchiodato dalla Border e dai sui duemiladenti.

“Non preoccuparti”, fu la voce che mi arrivò da dentro, “è normale che faccia così, ha avuto i cuccioli”.

I cuccioli, la cosa più bella del mondo.

 

Quando li vidi per la prima volta erano in una cesta avvolti da una coperta, come si fa con il pane caldo.

Una settimana di vita, forse neanche.

Un groviglio di corpini.

Marroni.

Marroni?

Marroni, mi spiegarono, nonostante sia la madre che il padre siano bianco-neri.

Sono cani selezionati per il lavoro, non per la bellezza.

Ciò che conta è il carattere, quello che sapranno fare, la personalità ed il temperamento che avranno.

 

Oggi sono tornato a trovarli, hanno due mesi.

“Ce n’è uno che farebbe al caso tuo”, e te pareva!

Quando li ho avuti davanti sono andato a colpo sicuro.

Era il più tranquillo di tutti, quello con la faccia da buono.

Forse troppo tranquillo per essere un cane da lavoro, forse così buono da sembrare un po’ tonto.

Che poi, tonto.

Diciamo dall’espressione dolce!

 

Me lo sono preso in braccio.

E’ tiepido e morbido come si addice ad ogni creatura specializzata a metterti nel sacco.

Fra l’altro è bel mobile, altro che tranquillo…

L’ho visto giocare con un pupazzo appeso ad una fune ed ha l’agilità di un gatto!

 

E poi, niente, cosa volete che vi dica.

E’ dura resistergli.

Forse convincere il resto della famiglia si dimostrerà una battaglia persa.

Un po’ come prendermi la moto, infatti viaggio in bicicletta.

Ma non è detto.

Intanto continuo a sognare…